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Kristian Sensini e il Questionario di Proust
Pubblicato: June 30, 2010

di Paolo Peviani

Il tratto principale della mia musica
Quella di essere originale pur essendo molto rispettosa della tradizione jazzistica.

La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me
Il sense of humour e la disponibilità a mettersi in gioco, a creare musica insieme più che semplicemente "suonare".

Come musicista, il momento in cui sono stato più felice
Se si parla di felicità, direi ogni singolo giorno. Ho la fortuna di fare il lavoro che amo.
Se parliamo di forte emozione, direi quando ho vinto la borsa di studio del Berklee College of Boston ad Umbria Jazz nel 2001, o il diploma in Jazz con Bruno Tommaso.

Come musicista, il mio principale difetto
Essere troppo sincero nei confronti dei musicisti, del pubblico e della musica stessa. Potrebbe essere anche un pregio, tutto sommato.

La mia più grande paura quando suono
"Cedere" ai luoghi comuni.

Sogno di suonare
Si a volte "sogno" di suonare…

La mia fonte di ispirazione
La bellezza e l’orrore del mondo che si alternano.

I miei musicisti preferiti
Charles Mingus, Beatles, Pink Floyd, Duke Ellington, Claude Debussy, Frank Zappa, Stefano Bollani.

I miei dischi da isola deserta
Pink Floyd, The Wall
Fabio Concato, Scomporre e Ricomporre
Qualsiasi disco di Jobim
Stefano Bollani, Smat Smat

La canzone che fischio sotto la doccia
Quella che devo ancora comporre e trascrivere. La fischio per non dimenticarla.

I miei pittori preferiti
Magritte, Escher, Hieronymus Bosch.

I miei film preferiti
"Arancia Meccanica," "Star Wars," "The Blues Brothers," "Un Americano a Roma".
Ma ce ne sono troppi per fare una lista lontanamente verosimile. Il cinema è la mia altra grande passione, al pari della musica, e credo che nei miei progetti live la cosa si intuisca. Suono spesso temi da film e molti miei brani, a detta degli ascoltatori, riescono ad evocare immagini.

I miei scrittori preferiti
Italo Calvino (al quale ho dedicato un progetto: "Se una notte d’Inverno un Viaggiatore"), Gianni Rodari, Charles Baudelaire, Platone.

La mia occupazione preferita
Pensare.

Il dono di natura che vorrei avere
La capacità di essere sempre concentrato.

Nella musica, la cosa che detesto di più
I musicisti jazz, o meglio "alcuni" atteggiamenti di "alcuni" musicisti jazz.

Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza
Gli errori sono TUTTI delle opportunità per una mente creativa, sono tutti bene accetti!

Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale
"Always look on the bright side of life" (Monty Python).

Lo stato attuale della mia attività musicale
"La situazione del Jazz è AltAlienante" (si intitola così il mio ultimo disco) dal vivo. Sufficientemente solida per quanto riguarda i lavori nel mio studio e la didattica. Pur non facendo molti concerti l’anno ho la fortuna di poter dire che il lavoro non mi concede tempo libero.

Il mio motto
Panta Rei: Tutto Scorre.

Foto di Andrea Feliziani.

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